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  • Title: CLUB ALPINO ITALIANO - SEZIONE DI DESIO
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  • Title: Home
    Descriptive info: Home.. La Sezione.. Storia.. 85° di Fondazione.. Pio XI Il Papa alpinista.. La sottosezione di Nova Milanese.. Rifugi.. Rifugio Bosio Galli.. Rifugio Desio.. Bivacco Regondi Gavazzi.. Bivacco Caldarini.. Bivacco Adriano Sironi.. (Ex) Rifugio Pio XI.. Biblioteca.. Segreteria.. Consiglio Direttivo.. Quote Sociali.. Regolamento CAI.. Statuto CAI.. Statuto CAI Desio.. Contatti.. Le Attivita'.. Alpinismo Giovanile.. Programmi.. Maltrainsem.. Escursionismo.. Sci.. Sci di Fondo.. Palestra d'arrampicata.. Valle del Seveso.. Le Foto.. Foto Storiche.. Varie.. Search.. La storia.. Il Rifugio Bosio Galli in Valmalenco.. Il bivacco Caldarini in Alta Valtellina.. Il bivacco Regondi Gavazzi in Val Pelline.. L'Alpinismo Giovanile.. La Scuola Intersezionale di Alpinismo e Sci Alpinismo "Valle del Seveso".. I "Maltrainsem".. Lo Sci di Fondo.. L'escursionismo.. Lo Sci C.. A.. I.. Alp.. Giovanile.. Attivita'.. Maltrainsem.. Chi sono.. Escursionismo.. Sci.. Ski Team Brianza.. Scuola Intersezionale di.. Alpinismo e Sci Alpinismo.. "Valle del Seveso".. Breadcumbs.. You are here:.. ultima uscita escursionistica dell'AG.. Details.. Published on Tuesday, 01 October 2013 20:31.. Written by silvano.. 22 Settembre: ultima uscita "escursionistica" del programma AG 2013.. Sforati tutti i tempi di percorrenza,.. battuti tutti i record degli oggetti smarriti :-).. Guardate.. QUI.. tutte le altre foto.. Ma il programma AG non è terminato..  ...   in alto!.. Published on Sunday, 15 September 2013 08:53.. Impresa "storica" dei ragazzi dell'Alpinismo Giovanile: nebbia, neve e vento gelido non li hanno fermati e, compatti in cordata, hanno raggiunto i cannoni della prima guerra mondiale sul ghiacciaio del Cevedale, oltre quota 3300 metri.. tutte le altre foto dell'impresa.. Gruppo Maltrainsem: Programma Settembre 2013.. Published on Sunday, 18 August 2013 17:09.. Tra le varie iniziative per il mese di Settembre, l’escursione al Rifugio Albert Heim nelle Alpi Lepontine (CH) e “Cammina Lombardia”, traversata da Chiareggio al Maloja, entrambe con trasporto in pullman.. Completano il programma mensile “La Gola del Cardinello” sull’antica via Spluga e l’escursione al Rifugio Alpe Piazza/ Monte Pisello, da Albaredo.. Il programma può essere scaricato cliccando.. Page 1 of 6.. Start.. Prev.. 1.. 2.. 3.. 4.. 5.. 6.. Next.. End.. I più letti.. Quote sociali.. Ultime notizie.. ultima uscita"escursionistica" dell'AG.. NON TUTTE LE PICOZZE ESCONO COL BUCO.. AIGUILLE DU TOUR MT.. 540 – MONTE BIANCO.. Chi è on-line.. We have 10 guests and no members online.. Login.. User Name.. Password.. Remember Me.. Forgot your password?.. Forgot your username?.. Create an account.. (c) 2012 CAI Desio.. Joomla Templates.. - by Joomlage.. com..

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  • Title: Home
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  • Title: La Sezione
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  • Title: Storia
    Descriptive info: La Nostra Storia.. La nostra Sezione nasce nell'Ottobre dell'anno 1920, grazie alla determinazione e alla volontà di alcune persone amanti della montagna e degli spazi che essa offre.. Parlare di pionierismo potrebbe sembrare azzardato, ma se ci spostiamo con la mente a quei tempi, ci rendiamo conto che forse andar per montagne era quello che più si desiderava ma era già un impresa raggiungere il luogo di partenza, quindi un avventura nell'avventura..  ...   essa; e dai rifugi desideriamo ancora partire per un nuovo cammino, verso nuove mete ed avventure.. E' stato scritto che il futuro ha un cuore antico; sembra che questo concetto possa ben adattarsi allo spirito di iniziativa e di rinnovamento senza dimenticare il passato ed il suo insegnamento.. La nostra Sezione, forte della sua storia, può ben guardare con tranquillità in avanti; il sentiero è ben tracciato ed il cammino può continuare..

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  • Title: 85° di Fondazione
    Descriptive info: Un socio illustre: Achille Ratti Papa Pio XI.. Anche un Papa è uno dei nostri: il 10 luglio 1888 il Sacerdote Achille Ratti entra come socio del Club Alpino Italiano Sezione di Milano.. Socio attivo e coraggioso: basti pensare alle due grandi "prime" al Rosa e al Bianco, che lo collocano di peso nella classe degli alpinisti di eccezione.. 30 luglio - 3 agosto 1889.. Il Monterosa da Macugnaga.. Versante est della punta Dufour.. Prima traversata italiana del Colle Zunstein 1890 (ultimi di luglio, primi di agosto).. Crammont, Dente del Gigante, Monte Bianco.. Salita per Rocher, discesa per il ghiacciaio del Dome.. Achille Ratti ci ha lasciato una relazione scritta delle sue più impegnative scalate, riportate fedelmente sul bollettino del CAI.. Nel dicembre 1890 don Achille Ratti, socio scalatore e scrittore è chiamato alla dirczione del C.. di Milano.. A Desio nel 1920, il 17 dicembre si è costituita la sezione del CAI.. La nuova sezione di Desio ha iscritto quale suo Socio Onorario il proprio concittadino Sua Eccellenza Monsignor Achille Ratti, Arcivescovo di Lepanto e Nunzio Apostolico di Varsavia.. L'illustre prelato ha accolto con viva simpatia la comunicazione.. Ma a noi importo soprattutto ricercare e scoprire come Lui, il Grande Alpinista, "vedeva la montagna".. Egli ama la montagna, non la facile, che può offrire solo limitate soddisfazioni e piccoli sforzi, ma l'alta montagna quella delle vette eccelse, le più alte, che esigono sforzi ed audacia.. Le ascensioni del Ratti non furono piacevoli gite, ma scalate impegnative.. Egli non fu un semplice e galante turista, innamorato di facili "belvedere", ma uno scalatore tenace, dotato di forza di entusiasmo e di costante volontà dominatrice.. Sulle vette silenziose, c'è una bellezza riservata a pochi; lassù c'è Dio che ti rivela negli elementi non calpestati dall'orgoglio umano; lassù si arriva disciplinando le forze fisiche e godimento di quelle spirituali.. E' veramente l'anima che attinge al suo vertice.. Per Achille Ratti l'alpinismo fu un continuo inno alla bellezza della creazione e alla potenza del Creatore.. Pio XI, Papa Alpinista, ha un suo messaggio da dare a tutti quelli che amano la montagna e a ciascuno di noi.. L'ottantacinquesimo della Sezione desiana del CAI ci aiuta a raccogliere questo messaggio e a tradurlo in vita.. Nel continuare una tradizione il consiglio direttivo della Sezione, in occasione della visita di Papa Wojtyla a Desio, ha donato al Pontefice la tessera di socio del CAI Desiano.. 1920-2005.. Primavera, estate 1920: ogni giovedì sera, dopo cena tre giovanotti, spesso accompagnati da amici, inforcavano la bicicletta e si avviavano da Desio verso Monza dove, in una viuzza a due passi dall'Arengario, entrano in una saletta di una vecchia casa, sempre accolti con simpatia e cordialità.. Chi sono? E cosa vogliono? Sono tre studenti desiani, soci del Cai di Monza che vanno alla sede sociale a sfogliare guide, ad aggiornarsi ed informarsi per la gita della domenica.. Finita l'estate, la passeggiata serale comincia a pesare e pedalando nella notte, nasce l'idea di fondare una sezione del Cai anche a Desio.. Occorrono almeno cinquanta soci firmatari della domanda e, fatta una piccola indagine, si entra nella certezza di arrivarci.. Colleoni - II più dinamico dei tre firma, la fa firmare al sottoscritto ed a Bisesti, ed il mattino dopo si da subito da fare per raccogliere le adesioni e  ...   diffondere la passione per la montagna.. Gisco.. Tratto dal volume dei cinquantesimo di fondazione della Sezione.. Saluto del Sindaco di Desio.. II Club Alpino Italiano festeggia i suoi 85 anni di fondazione a Desio.. Un meraviglioso traguardo per il quale sono onorato di porgere, a nome mio personale e di tutta l'Amministrazione Comunale, vivissime congratulazioni.. Mi sono chiesto, incuriosito, quante vette sono state raggiunte, quanti i sentieri percorsi, quanti i rifugi visitati in tutti questi anni di attività.. Per quanto possa essere grande è senz'altro un numero destinato a crescere.. Il propulsore che spinge gli appassionati alpinisti a sfidare la fatica e, a volte, anche a vincere la paura è l'amore per la montagna, per le sue voci e i suoi colori.. Il successo del C.. di Desio è strettamente collegato alla passione e al fervore dei suoi iscritti e simpatizzanti, lo stesso ne sono stato testimone recentemente in occasione della tradizionale gita annuale, durante la quale ho potuto apprezzare lo spirito di collaborazione e la capacità di condivisione delle piccole e grandi cose della vita.. La capacità organizzativa e di aggregazione è brillante: escursioni, corsi e awenimenti sono i punti di forza dell'associazione che contribuiscono a creare coesione e a trasmettere passione e rispetto per la natura e l'ambiente oltre che a divulgare le conoscenze scientifiche e storiche.. D'altra parte non mancano, da questo punto di vista, preziosi riferimenti.. Cito per tutti Pio XI, il nostro Papa Ratti, appassionato alpinista.. Mi fermo qui perchè l'elenco delle persone, dei luoghi e degli awenimenti è lungo ed è raccolto in questo volume che celebra il loro anniversario.. Auguro alla sezione desiana del Club Alpino Italiano di proseguire nella propria attività con la determinazione e l'entusiasmo che li caratterizzano da sempre.. Giampiero Mariani.. Sindaco di Desio.. Saluto del Presidente della Sezione di Desio.. La nostra Sezione ha percorso un altro tratto di sentiero.. Ormai sono molti, moltissimi i passi compiuti; vorrei poterli ricordare tutti a cominciare dai primi, forse incerti e titubanti, ma che si sono subito tramutati in un incedere sicuro e deciso.. Sfogliando le pagine delle pubblicazioni che hanno ricordato il 50° e il 75° di fondazione della Sezione si prova emozione e un po' di nostalgia per tutto ciò che si è vissuto e costruito in tanti anni; sarebbe bello che, in un prossimo futuro, coloro che toccheranno, facendole passare tra le dita, le pagine di questo opuscolo, potessero provare ed assaporare le stesse sensazioni.. Il cammino intrapreso da tempo non è ancora terminato, questo è solo un momento di sosta per riprendere fiato, come normalmente avviene in montagna, e che ci permette di godere appieno del nostro percorso.. Nuovi e più significativi traguardi ci attendono e giù si profilano all'orizzonte come una catena montana ancora sconosciuta ma che aspetta il nostro arrivo.. Il 2020, anno nel quale si celebrerà il centenario di fondazione della Sezione, non è poi così lontano.. Il nostro cammino può, anzi deve continuare con lo stesso passo e determinazione che ci hanno permesso di raggiungere questo significativo traguardo, rivolgendo uno sguardo ad un passato importante che deve essere ricordato con orgoglio e giustificata soddisfazione, ma con la certezza che il presente sia il "segnavia" per un futuro ancora ricco di storia, di fatti e di idee.. Colleoni dott.. Antonio.. Presidente CAI Desio..

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  • Title: Pio XI Il Papa alpinista
    Descriptive info: ACHILLE RATTI E LA MONTAGNA: PIO XI° IL PAPA ALPINISTA.. L'occasione offerta dalle celebrazioni per il 150° anniversario della nascita di Achille Ratti, S.. S.. PIO XI°, permette di ricordare - almeno nei momenti più significativi - la sua attività alpinistica, spesso un po' trascurata e non adeguatamente valorizzata.. Questo aspetto, per un personaggio che sarebbe entrato nella storia come Pontefice, può sembrare a prima vista riduttivo e forse anche di non grande importanza; in realtà, la passione, la conoscenza della montagna e la pratica dell'alpinismo sono caratteristiche, sicuramente particolari ma altrettanto significative, della poliedrica personalità di Achille Ratti.. La scelta dell'alpinismo come nobilitazione del tempo libero, è in sintonia con le sue doti di uomo di vasta cultura e di azione ad un tempo, che ricercava, nel percorrere la montagna, un giusto equilibrio tra conoscenza e scoperta, non solo di nuovi orizzonti geografici, ma anche di se stesso, trovando nel mondo alpino e nella pratica dell'alpinismo nuovi stimoli di meditazione e di crescita spirituale.. Anche se l'amore per la montagna è presente nella storia personale di altri Pontefici del nostro tempo - per inciso si possono citare Paolo VI°, certamente non un alpinista attivo, ma che in varie occasioni amava ricordare i suoi soggiorni estivi in Val Camonica e la sua considerazione dell'alpinismo, come risulta dai discorsi alle guide alpine (1966) ed ai dirigenti del Club Alpino Italiano (1973), e soprattutto Giovanni Paolo II° del quale tutti ancora rammentiamo le discese in sci sulle nevi dell'Adamello e le sue escursioni ai piedi del Monte Bianco ed in Cadore - solo Pio XI° occupa, a pieno titolo, un posto non secondario nella storia dell'alpinismo, soprattutto italiano.. Apprestiamoci, dunque - senza la pretesa di essere esaustivi - a ripercorrere le tappe più significative della.. "carriera".. in montagna di Achille Ratti, di colui che sarebbe stato ricordato come il.. "Papa alpinista".. L'attività alpinistica di Achille Ratti si svolse.. nell'arco di circa trent'anni (un tempo non breve, tenuto conto dei suoi incarichi ed impegni sempre più importanti e gravosi); tralasciando le prime escursioni compiute da ragazzo, durante le vacanze estive sulle montagne che circondano Asso in compagnia dello zio don Damiano Ratti, le prime vere esperienze alpinistiche iniziano nel 1885 con la salita alla Cima di Jazzi e al Colle del Turlo e terminano, di fatto, nell'ottobre del 1913 con la salita alla Grigna Settentrionale, dalla allora capanna Releccio lungo la via del Canalone, con una permanenza di quattro giorni al rifugio della vetta e successiva discesa ad Esino.. Riduttivo e forse noioso sarebbe fare un arido elenco delle salite compiute dal futuro Pontefice; più interessante appare, invece, ricordare, tra le tante, le imprese più significative di Achille Ratti, nella sua non breve e soprattutto non banale.. "carriera alpinistica".. Solo per dare un'idea dell'intensa attività di don Ratti in montagna, si segnalano alcune delle salite da lui compiute:.. 1886: Legnone e Grigna Settentrionale;.. 1887: Piccolo Cervino ed Eggishorn;.. 1888: Gran Paradiso, Levanne e Presolana;.. 1892: Monviso ed Argentera;.. 1894: Col d'Olen e Punta Gnifetti;.. 1895: Pizzo Bianco;.. 1904: Marmolada.. Gli anni d'oro furono però il 1889 e il 1890, durante i quali il futuro Pontefice compì le sue imprese più importanti.. Ovviamente, per un frequentatore della montagna era, per così dire naturale, anche a quei tempi, associarsi al Club Alpino Italiano, fondato nel 1863; infatti, Achille Ratti divenne socio della Sezione di Milano nel 1888 (il suo amico fraterno e fedele compagno di cordata don Grasselli lo seguì l'anno successivo).. Della Sezione di Milano fu anche membro del consiglio direttivo (allora i membri del consiglio di chiamavano "direttori"), nel 1890.. (1).. Anche la Sezione di Desio onorò l'allora Cardinale Ratti - a quell'epoca Nunzio Apostolico in Polonia e Arcivescovo di Lepanto - nominandolo socio onorario.. Correva l'anno 1921 (la Sezione di Desio era stata costituita nell'ottobre del 1920) e il futuro Pontefice ringraziò con una lettera autografa, conservata in sede, indirizzata all'allora Presidente, Carlo Bosio.. E' interessante ricordare anche che il prestigioso ed elitario Alpine Club britannico aveva incluso (1922) nella rosa dei suoi soci onorari Pio XI° il quale, pur declinando l'offerta, assicurò con una lettera dell'allora Cardinale Segretario di Stato Gasparri, il ringraziamento per un così.. "delicato e cortese pensiero".. che aveva suscitato nel Pontefice il ricordo dei.. "bei tempi passati".. (2).. La figura di Achille Ratti, sacerdote e alpinista, non è però un caso isolato; al contrario, si innesta in quel filone della storia dell'alpinismo e dell'esplorazione delle montagne che vide, spesso come protagonisti, esponenti del clero colto ed illuminato.. Infatti, in molti angoli dell'arco alpino, dal Monte Rosa al Cervino, fino alla Marmolada ed alle Dolomiti, l'esplorazione delle vette vide, in prima fila, religiosi di montagna che salgono numerose cime (a volte in prima ascensione), in un periodo di tempo che - approssimativamente - si colloca tra la fine del 1700 e il 1880 circa.. All'epoca nacque uno stretto rapporto tra clero, esplorazione delle montagne ed alpinismo vero e proprio; a tal proposito è importante tener conto del ruolo che i sacerdoti (solitamente i parroci) rivestivano nella società alpina di quei tempi.. Nelle vallate delle Alpi le strutture ricettive, soprattutto nella prima metà dell'800, erano scarse ed inadeguate; per questa ragione, frequentemente, i sacerdoti ospitavano i primi alpinisti, fornendo loro anche preziosi consigli ed indicazioni di mete ed itinerari, creandosi in tal modo rapporti di solidarietà ed amicizia.. (3).. Tra i religiosi che hanno contribuito - praticamente su tutto l'arco alpino - a gettare le basi della nascente attività alpinistica, si possono ricordare: l'abate Gorret, che fece parte della prima cordata che salì il Cervino dal versante italiano, don Gnifetti, parroco di Alagna che molto operò nel gruppo del Monte Rosa e al quale è dedicata la punta Gnifetti, l'abate Chanoux, botanico, l'abate Henry, alpinista e scrittore, autore di una celebre guida della Valle d'Aosta e l'abate Stoppani, geologo e primo Presidente della Sezione di Milano del C.. , solo per citarne alcuni.. Riprendiamo il filo del discorso e veniamo al personaggio, don Achille Ratti alpinista.. MONTE ROSA.. Come già detto, gli anni.. "speciali".. della carriera alpinistica di don Ratti furono il 1889 e il 1890.. La prima e certamente più importante impresa del futuro Pontefice fu quella che compì sulla parete est del Monte Rosa, lungo la via aperta nel 1872 dai fratelli Plendebury e da Taylor, inglesi, con le guide F.. Imseng, G.. Oberto di Macugnaga e G.. Spechtenhauser di Fend, nell'Oeztal.. Per meglio inquadrare l'impresa del futuro Papa sul Monte Rosa, sono necessarie alcune brevi considerazioni sulla parete.. Il grandioso versante est del Monte Rosa, vero e proprio prototipo alpino della grande parete glaciale, unico in tutte le Alpi per dimensioni e dislivello, offriva uno spettacolo.. "impressionante che merita da solo un viaggio dall'Inghilterra".. (4), e rappresentava allora certamente un impegno fisico e tecnico di grande rilevanza, tenuto conto delle attrezzature e dell'abbigliamento del tempo e delle masse glaciali molto più imponenti di quelle attuali, senza dimenticare l'approccio mentale che era necessario (e in parte lo è ancora) per affrontare una parete di quelle dimensioni.. Tra l'altro il medesimo versante, nel 1881, era stato teatro della prima grande tragedia dell'alpinismo italiano con la cordata di D.. Marinelli e delle sue guide travolta da una valanga nel canalone che oggi porta il suo nome, così come il rifugio (del C.. Milano) posto lungo l'itinerario di avvicinamento alla parete.. Questa tragedia, anche per la notorietà del Marinelli, scosse moltissimo l'opinione pubblica tanto è vero che vi fu anche un tentativo di vietare l'attività alpinistica, con tanto di interrogazione parlamentare.. (5).. L'evento del 1881 non scoraggiò l'animo di don Ratti che con l'amico don Grasselli e le fedeli guide G.. Gadin e A.. Proment di Courmayeur, non solo salì la parete, ma si aggiudicò anche la prima traversata del Monte Rosa da Macugnaga a Zermatt, per il colle Zumstein.. Ciò lo si ricava anche dalla lettura delle relazioni che lo stesso don Ratti scrisse per le pubblicazioni ufficiali del Club Alpino, successivamente raccolte nel volume celebrativo del cinquatenario di fondazione della Sezione di Milano del C.. ; la pubblicazione vide la luce nel 1923 con un'edizione.. "ad personam".. di 35 esemplari, una numerata per amatori, oltre alla normale tiratura (6).. Degli scritti alpinistici di don Ratti furono pubblicate, sempre negli anni '20, le edizioni francese, inglese, spagnola e tedesca (7).. Proprio dalla lettura della relazione della salita alla parete est del Monte Rosa si comprende come l'alpinista Achille Ratti poco lasciava al caso; infatti, da valente storico ed archivista qual era (fu, come tutti sanno, Prefetto alla Biblioteca Ambrosiana e successivamente alla Vaticana), era solito documentarsi molto prima di affrontare un'ascensione, leggendo le relazioni di coloro che lo avevano preceduto; ma, soprattutto, era dotato - per così dire - di uno spiccato senso della montagna, come appare da questo passo tratto dalla relazione della salita:.. "Pel nostro uso e consumo non era neppur uopo di tante esperienze precedenti per stabilire che avevamo soprattutto bisogno di trovare il ghiaccio compatto, il tempo bello e freddo.. La prima condizione ci doveva assicurare degli imbarazzi creati dai crepacci, la seconda dal pericolo delle valanghe; pienamente fortunati ove trovassimo di molta neve fresca o gelo sulle rocce della vetta.. Sono queste, mi affretto a dirlo, le condizioni che saranno sempre indispensabilmente necessarie a chi voglia ritentare e compiere questa ascensione, non dico senza difficoltà, che non è possibile, ma senza pericoli".. (8).. Dunque, il futuro Papa sapeva bene quello che faceva.. Prima di tutto si accompagnava a due valentissime guide, i citati Gadin e Proment, oltre al suo abituale compagno di cordata ed altrettanto valido alpinista, don Grasselli; in secondo luogo la cordata non fu audace, né temeraria, ma cosciente dei propri mezzi e capacità, perché come lo stesso don Ratti scrive:.. "l'idea di tentare, come suol dirsi, un tiro da disperati neppur ci passava per il capo".. perché, continua lo scritto:.. " l'alpinismo vero non è già cosa da scavezzacolli ma, al contrario, è solo questione di prudenza e di un poco di coraggio, di forza e di costanza".. (9).. A dire la verità, non tutti erano della stessa opinione come si ricava dal diario di Caterina Creda di Macugnaga, che, il 31 luglio 1889, scriveva:.. "Oggi due preti passano il Rosa con scandalo di tutti".. (9).. Ma veniamo alla salita vera e propria.. Il gruppo partì da Macugnaga il giorno 29 luglio 1889 per giungere alla capanna Marinelli, sopra ricordata, circa alle sette di sera.. Verso la una di notte escono dal rifugio e la salita ha inizio; la partenza notturna permetteva di attraversare il canalone Marinelli con maggiore sicurezza.. La cordata era così composta: in testa Giuseppe Gadin, secondo don Ratti indi Alessio Proment e ultimo don Grasselli.. Dopo aver attraversato, come detto, il canalone Marinelli, raggiungono le prime rocce dove sostano brevemente.. La salita prosegue senza intoppi, anche se piuttosto lenta per la molta neve, per circa dodici ore; verso l'una di pomeriggio  ...   col tempo la via normale di salita dal versante italiano, lungo il ramo occidentale del ghiacciaio del Dome.. (20).. Con la salita al Monte Bianco si può dire concluso il momento magico di don Ratti, con un trittico di salite, Monte Rosa, Cervino e Monte Bianco, assai significativo e, per l'epoca, di alto livello.. VESUVIO.. Se quelle appena ricordate rappresentano le punte di diamante dell'attività alpinistica di colui che sarebbe diventato Pio XI°, sembra opportuno, a questo punto, fare un cenno alla salita al Vesuvio compiuta da don Ratti nella notte tra il 31 dicembre 1899 e il 1° gennaio 1900, in compagnia di alcuni soci della Sezione di Napoli del Club Alpino Italiano.. La salita al Vesuvio non si può certo considerare una salita impegnativa, forse neppure a stretto rigore alpinistica; essa, però, deve ritenersi, da un lato singolare per il luogo, ma soprattutto significativa, quasi profetica, perché il futuro Pontefice vide sorgere l'alba del nuovo secolo dall'alto di una montagna, luogo che si può considerare simbolico dell'avventura umana e spirituale di don Ratti.. La relazione che narra il soggiorno napoletano oltre che la salita al Vesuvio, è di piacevole e gradevole lettura, soprattutto quando indugia su alcuni particolari come la sosta a casa Césaro, dove si svolse la cena ed il tradizionale brindisi della mezzanotte.. Dopo il brindisi al nuovo anno, il gruppo partì per raggiungere, poco prima dell'alba, l'orlo del cratere.. Finalmente giunge l'alba e:.. "un'infinita bianchezza si diffondeva pel cielo sereno e prendeva aspetto di mobile argento, riflesso nello specchio di mare increspato dalla brezza mattutina".. (21).. Sono momenti di grande emozione che fanno tornare alla memoria di Achille Ratti, sensazioni altre volte vissute in montagna.. "Paragonabile a quello che laggiù mi fu concesso, non trovo nella mia vita che un solo istante, quando nella suprema vetta del Monte Rosa, guadagnata la sera innanzi salendo da Macugnaga, mi era dato di contemplare a tutto mio agio lo spuntare di un giorno bellissimo".. (22).. Il ricordo, forse la nostalgia del Monte Rosa, appare ancora nelle parole di don Ratti quasi a chiudere idealmente il cerchio di una stagione alpinistica irripetibile, prima di affrontare ben altre difficoltà e salire vette ben più alte.. L'attività alpinistica di don Ratti comunque continuò, come detto, ancora per poco più di dieci anni, fino al 1913, anche se con sempre minore intensità.. Il frequente utilizzo di brani tratti dagli scritti di montagna di Achille Ratti, offre lo spunto per alcune brevi considerazioni sulla sua prosa alpinistica che, ovviamente, deve essere rapportata al modo di scrivere in voga, tra le persone colte, alla fine dell'ottocento.. La prima considerazione da fare è che Achille Ratti, nella narrazione delle sue salite, cerca di limitare le annotazioni di carattere puramente tecnico.. Nella sua prosa, invece, sembra prevalere il tentativo, spesso riuscito, di far rivivere al lettore le sensazioni, le emozioni ed i pensieri di chi frequenta la montagna non solo intesa come puro esercizio fisico, ma come luogo nel quale lo spirito e la mente trovano liberamente la possibilità di assaporare, fin nel profondo, momenti unici ed irripetibili; le descrizioni di albe e tramonti ne sono un esempio.. In altre occasioni, nel raccontare singoli episodi di salita, la prosa diretta ed incisiva di Achille Ratti permette al lettore di immedesimarsi nel momento dell'azione.. Un esempio, al riguardo, sembra essere significativo; durante la salita della parete est del Monte Rosa, la guida Gadin, che è in testa alla cordata, si attarda nel superamento di un passaggio particolarmente delicato.. Achille Ratti che lo segue ed è fermo in attesa di passare a sua volta, chiede con qualche insistenza il perché della sosta: la guida Gadin, che nei momenti topici si esprime in francese, risponde alla domanda con calma, ma fermamente, con queste parole riportate testualmente negli scritti alpinistici:.. "Monsieur, je vous en prie, ne parlez pas, cela me dérange l'èsprit".. (23).. In poche parole, come si può notare, è ben descritta la difficoltà del momento e si esprime la concentrazione dei protagonisti.. Questi pochi cenni sembrano sufficienti per inquadrare la capacità di Achille Ratti di trasportare sulla pagina scritta, con efficacia ma anche con passione e sentimento, le sensazioni che lui stesso ha provato durante la sua lunga attività in montagna, e di coinvolgere il lettore rendendolo quasi partecipe degli avvenimenti descritti.. Achille Ratti, anche da Pontefice, non dimenticò mai la montagna ed i suoi uomini.. Ne è esempio l'udienza che Pio XI° tenne a Roma il 16 aprile 1934 alla presenza di oltre duecento guide e circa trentamila alpini.. Le parole che in quell'occasione il Papa pronunziò sapevano ben poco di circostanza; furono, invece, parole di umana amicizia e di condivisione della stessa comune passione; si dice che l'udienza si protrasse ben oltre i tempi stabiliti, cosa assai insolita per un Pontefice che aveva fama di essere di elvetica precisione.. Ancora più significative e solenni furono le parole che si trovano nella lettera apostolica del 20 agosto 1923, indirizzata al.. Vescovo di Annecy in onore di San Bernardo da Mentone, proclamato in quell'occasione, patrono degli alpinisti.. La lettera, anch'essa pubblicata nei testi latino ed italiano, nel volume degli scritti più volte citato, contiene una definizione di alpinismo che, al di là della prosa che risente ovviamente dello stile dell'epoca e della solennità del momento, merita di essere riletta anche oggi.. "Per vero tra tutti gli esercizi di onesto diporto nessuno più di questo - quando si schivi la temerità può dirsi giovevole alla sanità dell'anima nonché del corpo.. Mentre, col duro affaticarsi e sforzarsi per ascendere dove l'aria è più sottile e più pura, si rinnovano e si rinvigoriscono le forze, avviene pure che e coll'affrontare difficoltà di ogni specie si divenga più forti pei doveri anche più ardui della vita, e col contemplare la immensità e bellezza degli spettacoli, che dalle sublimi vette delle Alpi ci si aprono sotto lo sguardo, l'anima si elevi facilmente a Dio, autore e signore della natura".. (24).. Parole profetiche; quasi un presagio delle difficoltà e delle prove che Pio XI° avrebbe dovuto affrontare durante il suo pontificato.. Prima di concludere questo necessariamente ridotto spaccato dell'attività in montagna che è anche specchio della forte personalità di uomo e di alpinista di colui che sarebbe diventato Pontefice, ancora due brevi considerazioni.. E' fin troppo evidente che un personaggio come Pio XI° non poteva essere ricordato nel variegato mondo della montagna e dell'alpinismo, solo per la sua attività, peraltro tutt'altro che modesta.. E' significativo il fatto che due vette, una sulle Alpi e l'altra sugli Appennini, sono intitolate al Papa alpinista.. La prima si trova in Valle d'Aosta e fu scalata, in solitaria, il 4 giugno 1922 dall'Abate Henry di Valpelline - la vetta si trova appunto in quella valle - che battezzò una punta ancora innominata con il nome di Punta Ratti, in onore del Pontefice da poco eletto; la seconda è il picco Ratti, massima elevazione della cresta NNE del Pizzo d'Intermesoli (gruppo del Gran Sasso), salita per la prima volta il 25 settembre 1929 da E.. Sivitilli.. L'altra questione riguarda , invece, più direttamente la Sezione di Desio del Club Alpino Italiano.. Nel settembre del 1921, pochi mesi prima della sua elezione a Pontefice, l'allora Cardinale Ratti ebbe un cordiale colloquio con i dirigenti della Sezione, in quella occasione il futuro Papa spronò la neonata Sezione di cui - come detto - era socio onorario, ad incrementare l'attività alpinistica spingendosi anche al di fuori della cerchia di montagne di solito frequentate.. Forte di un simile incoraggiamento, la Sezione di Desio si diede da fare e non molto tempo dopo, la dirigenza dava incarico ad una piccola delegazione di soci, di visitare un rifugio ex austro-tedesco, posto nelle Alpi Venoste, alla testata della Vallelunga, nel gruppo della Palla Bianca.. Di ritorno dalla prima visita ufficiale, la delegazione riferì di un.. "piccolo rifugio di alta montagna, degno di essere intitolato al nome augusto di Sua Santità".. Il 15 agosto 1926, veniva così intitolato a Pio XI° il rifugio alla Palla Bianca e da allora ne porta il nome; il rifugio venne successivamente ampliato fino alla consistenza attuale.. E' la casa del Papa alpinista, simbolo della sua passione per la montagna.. NOTE.. Nell'ufficio di Presidenza della Sezione di Milano del C.. , ancora oggi, campeggia un ritratto ad olio di Pio XI°, dipinto nel 1941 dal pittore Bosone.. Di tutto ciò si trova traccia nell'Alpine Journal dell'epoca.. Per un'accurata sintesi dell'importanza che il clero di montagna ebbe per quanto riguarda la nascita e lo sviluppo dell'alpinismo, cfr.. A.. ZANNINI,.. "Tonache e piccozze.. Il clero e la nascita dell'alpinismo".. , Torino, 2004.. Così può essere tradotta l'espressione utilizzata dal pittore scozzese W.. BROCKEDON nel suo.. "Journals of excursions in the Alps:the Pennine,Graian,Cottian,Rhetian,Lepontian and Bernese".. , 3 ed.. ,London,1845,pag.. 251.. Interessanti considerazioni sul paesaggio alpino sono svolte anche da E.. PESCI,.. "La montagna del cosmo".. ,Torino,2000.. Per un'accurata ricostruzione dei fatti, sulla base di documenti ufficiali, cfr.. E.. FERRARI, A.. PALEARI (a cura di).. "Una valanga sulla est:1881, la catastrofe Marinelli al Monte Rosa".. , Verbania,2006;.. G.. BOBBA e F:MAURO (a cura di),.. "Scritti alpinistici del sacerdote Dott.. Achille Ratti (ora S.. Pio Papa XI°)".. , Milano,1923.. La pubblicazione ricorda il cinquantesimo anniversario di fondazione della Sezione di Milano del C.. E' interessante ricordare che l'edizione inglese del 1923, intitolata: "Climbs on alpine peaks", porta la prefazione di D.. Freshfield, esploratore ed alpinista di fama, redattore dell'Alpine Journal e influente membro dell'Alpine Club.. BOBBA e F:MAURO,.. "Scritti alpinistici.. ".. , op.. cit.. ,pag,13.. Tutte le citazioni contenute nel presente scritto, sono tratte dal medesimo volume ora citato.. Peraltro, le relazioni delle salite al Monte Rosa e al Monte Bianco erano già apparse nelle pubblicazioni ufficiali del C.. , nel 1889 e 1890, rispettivamente.. La notizia della traversata del Monte Rosa era apparsa anche sulla.. "Gazzetta Piemontese".. del 23 agosto 1889.. Cfr.. BOBBA - F.. MAURO, op, cit.. , pag.. 22.. Questa curiosa notizia è riportata con una certa frequenza; la si trova, ad es.. , in L.. ROSSI,.. "Valle Anzasca e Monte Rosa".. , Domodossola, 1928, pag.. 228 s.. e, più recentemente in E.. RIZZI, T.. VALSESIA, L.. ZANZI,.. "Storia di Macugnaga".. , Anzola d'Ossola, 2006, pag.. 194.. ancora G.. MAURO,.. op.. cit.. , pag.. 60.. Op.. loc.. 43.. A ricordo dell'impresa e come omaggio all'alpinista divenuto Sommo Pontefice, il Club Alpino Italiano, nel 1922, pose sulla facciata della Chiesa Nuova di Macugnaga, una lapide commemorativa della salita.. Si veda ancora G.. op.. 85.. ,pag.. 86.. , pagg.. 91,92.. 103.. 110.. Questo itinerario, con la variante ricordata nel testo, sostituì - da allora - un'altra via aperta nel 1865, sempre in discesa, ma più pericolosa.. ancora, G.. MAURO, op.. 149.. La citazione è ancora tratta dall'opera a cura di G.. BOBBA e F.. MAURO a pag.. 29.. Si veda il testo della lettera apostolica pubblicata nel volume degli.. "Scritti alpinistici….. ; la citazione è alle pagine 187 e 189..

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  • Title: La sottosezione di Nova Milanese
    Descriptive info: La Sottosezione è nata nel 1981.. La sede si trova in via Giussani al n.. 30, insieme alla sezione novese dell'Associazione Nazionale Alpini.. E' aperta il mercoledì sera, dalle 21,15 alle 22,30.. La Sottosezione conta una ottantina di soci, tra ordinari, famigliari e giovani.. Referenti:.. Il Reggente è Achille Quarello, tel.. 0362.. 42395.. Il Segretario è Marco Gianotti, tel.. 367587.. Attualmente le due attività fondamentali della vita sezionale sono la gestione del.. Bivacco 'Adriano Sironi'.. e l'organizzazione della 'Quattro serate con la montagna' in collaborazione con la Biblioteca Civica Popolare di Nova Milanese.. Il Bivacco è stato dedicato ad Adriano Sironi, socio della Sottosezione, tragicamente scomparso nel luglio del 1990 durante la discesa dal  ...   ma molto bella.. Le sue montagne non offrono itinerari alpinistici, ma l'escursionista può trovarvi motivi di soddisfazione lungo percorsi suggestivi e non particolarmente impegnativi.. Le 'Quattro serate con la montagna' sono un'iniziativa che ha ormai raggiunto le quindici edizioni.. Le serate (quattro ogni anno, concentrate nello spazio di un mese) sono dedicate all'incontro con alpinisti o 'viaggiatori' della montagna oppure alla proiezione di film della Cineteca Nazionale del Cai.. Con il 31 dicembre 2010 la Sottosezione ha cessato di esistere ed i soci sono confluiti in gran parte nella sezione di Desio.. Da questa data la gestione del bivacco Sironi sara' curata dalla sezione di Desio e dai soci di Nova confluiti nella sezione..

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  • Title: Rifugi
    Descriptive info: Regolamento Rifugi.. L'uso del sacco lenzuolo è OBBLIGATORIO per il pernottamento in Rifugio.. L'utilisation d'un drap de couchage personale est OBLIGATOIRE pour passer la nuit dans le Refuge.. Ein personalicher herberg-sack ist BEI der ubernachtung in der Hutte zu benutzen.. The use of a personal sleeping sheet is COMPULSORY for the overnight stay in Refuge.. Regolamento Rifugi CAI..

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  • Title: Rifugio Bosio Galli
    Descriptive info: RIFUGIO BOSIO-GALLI - 2086 m.. LOMBARDIA - VALMALENCO.. Apertura : 01 giugno / 30 settembre.. Locale invernale : 6 posti sempre aperto.. Posti letto : 30 + 20 d'emergenza.. Telefono Rifugio : 0342-451655 - mail.. This email address is being protected from spambots.. You need JavaScript enabled to view it.. Mobile : (+39)347.. 3626860.. Accesso : da Chiesa in Valmalenco o da Torre S.. Maria, sentieri segnalati.. Storia del rifugio.. La Sezione lo intitolò al suo primo presidente Carlo Bosio.. E' una costruzione in muratura ingrandita nel 1958 e ampliata recentemente con un locale invernale sempre aperto, intitolato al compianto socio Dino Galimberti, dal 1998 è stato aggiunto al cognome Bosio, quello della figlia Anna Galli.. E' una costruzione di due piani ed ha 50 posti letto.. Il rifugio è punto di partenza della 2° tappa dell'Alta via della Valmalenco.. Accesso.. I° itinerario.. : facile su sentiero - tempo ore 3.. Da Chiesa Valmalenco si prende la carrozzabile che sale a Primolo, ma al primo tornante si lascia imboccando una strada a fondo naturale che porta ad un parcheggio.. Più avanti la strada che sale all'Alpe Lago è chiusa da una sbarra e può essere percorsa solo da chi possiede l'autorizzazione.. Conviene quindi seguire la vecchia mulattiera che risale un bellissimo bosco di grossi larici e di pini mughi.. La mulattiera, seguendo in parte i pali della linea elettrica, entra nel vasto piano dell'Alpe Lago 1614 m.. , antico bacino lacustre con molte casette sparse ed una chiesetta (qui si giunge pure comodamente da Primolo per il sentiero).. Il sentiero, sempre ben segnato, passa davanti alla chisetta dell'Alpe e, dopo averne contornato i prati, sale nel bosco di conifere alla sommità del costone che unisce l'Alpe Mastabia al Castellaccio ed entra nella Val Torreggio tagliando il ripido fianco sinistro idrografico della valle.. Fuori del bosco, poco dopo aver incontrato il sentiero che sale da Torre S.. Maria, si passa accanto alle baite dell'Alpe Airale 2097 m.. , infine, destreggiandosi tra grossi blocchi, si arriva ad un ponticello sul Torreggio, di la dal quale si raggiunge il Rif.. Bosio-Galli a 2086 m.. II° itinerario.. : facile su sentiero - tempo ore 2.. Entrati in Torre S.. Maria, si attraversa la frazione di San Giuseppe e si prosegue per la strada silvo-pastorale che sale fino all'Alpe Piasci.. Il percorso (9 km circa), non è dei più agevoli, ma  ...   , - facile su sentiero - ore 3;.. 2) All'Alpe Arcoglio e ai Piasci per l'Alpe Zana.. - facile percorso su sentiero con bellissima vista sul gruppo del Bernina - ore 1,30;.. 3) A Berbenno in Valtellina per il Passo Caldenno.. - ore 5,30;.. 4) Al lago Zana.. - facile su sentiero - ore 1.. Ascensioni.. Monte Caldenno 2669 m.. Largo costone con buon panorama e di facilissimo accesso lungo il versante N per grandi e monotone rocce.. Corni d'Airale 2871 m.. salita facile ora 1,45.. Sono due corni rocciosi che dominano da N il rifugio Bosio-Galli; offrono buone arrampicate e sono consigliabili per la loro vicinanza al rifugio.. Dal rifugio si può anche salire, ma con molta fatica, alla profonda bocchetta tra i due corni principali per il gran pendio di sfasciumi, e scendere al di là su rocce monotone tra i laghetti superiori della Cassandra.. (I laghetti della Cassandra sono cinque, tre grandi e due piccoli).. Al Sasso Bianco 2490 m.. ora 1,30.. Elevazione di modesto aspetto con bel panorama sui gruppi del Disgrazia, Bernina e Alpi Orobiche e, più nel fondo, sulla Valtellina.. Dal Rif.. Bosio-Galli precorrere l'ampia distesa di pascoli sotto il lago Zana, indi salire direttamente alla vetta per lente chine erbose.. Sci Alpinismo.. Salita al Passo di Corna Rossa - Rifugio Desio 2836 m.. Dislivello: 750 m - ore 3 - Si percorre il lungo piano davanti al rifugio fino ad imboccare la valle Airale; seguendo il fondo valle si supera una strozzatura (tratto ripido) per ritrovarsi poco più sopra in un corto pianerottolo.. Le rocce che si trovano in alto a sinistra, si superano seguendo la loro base (eventualmente togliere gli sci); nel caso però di buone condizioni di neve nella sovrastante parete, questa fascia rocciosa può anche essere superata dall'alto.. La salita successiva al rifugio desio e al Passo di Corna Rossa, che è lì a pochi metri, non presenta nessuna difficoltà.. Quest'itinerario, data la presenza di tratti ripidi, deve essere effettuato con neve sicura.. Queste due cime possono essere facilmente raggiunte dal rifugio con un percorso intuitivo; basta per questo portarsi in fondo al piano davanti alla capanna, piegare a sinistra (passando per una grossa costruzione denominata 'baitone' a 2172 m.. e raggiungere la sella quotata 2517 m.. tra le due come (il percorso si svolge per una serie di dossi e vallette sui fianchi del Monte Caldenno)..

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  • Title: Rifugio Desio
    Descriptive info: Rifugio Desio - 2830 m.. LOMBARDIA - ALTA VAL TORREGGIO.. Apertura: luglio - Agosto.. Locale invernale: 4 posti sempre aperto.. Posti letto: 12.. Gestore: Fam.. LOTTI - tel.. 0342-451028.. Telefono Rifugio Bosio-Galli : 0342-451655 - mail.. ATTENZIONE !! PERICOLO DI CROLLO.. A CAUSA DEL RISCHIO DI CROLLO E' VIETATO L'ACCESSO ED IL TRANSITO PRESSO IL RIFUGIO.. SI CONSIGLIA PRUDENZA NEI SENTIERI SOTTOSTANTI.. Storia del bivacco.. La Sezione lo intitolò alla propria Città.. Edificio in pietra inaugurato nell'anno 1924 al posto del rifugio di Corna Rossa.. Il rifugio Desio sorge a 2830 m.. , una ventina di metri di sotto al Passo di Corna Rossa sul versante della Val Torreggio.. Esso facilita parecchie vie interessanti al Monte Disgrazia e la salita ai Corni Bruciati.. Dal Passo di Corna Rossa, subito sopra il rifugio si può ammirare una stupenda veduta del Monte Disgrazia e sui monti alla testata della Val Masino.. : facile sentiero/rocce - tempo ore 3.. Bosio-Galli, proseguendo sulla destra orografica della valle (con il torrente in piena conviene passare il ponte dell'Alpe Airale e tenersi sulla sinistra), dopo un piano acquitrinoso si passa sulla sinistra e si costeggia il piede una bastionata di rocce.. Sempre per un sentiero con segnalazioni, fra gande, si va fino alla base di una cascata dell'emissario del Lago Cassandra.. Di qui si abbandona il torrente per portarsi a sinistra, sempre nel vallone fin verso i primi contrafforti della cima di Postalesio e del Corno Bruciato NE, indi per un sentiero si sale piuttosto a destra (pochi metri soltanto sopra al fondo valle), una costa erbosa che porta ad un piano di blocchi, di solito nevoso; al termine di esso, per traccia di sentiero con segnalazione di sale a sinistra sotto il Corno Bruciato NE onde evitare una bastionata.. Al di sopra di questa in pendio di gande e detriti porta al Rif.. Desio.. : impegnativo - sentiero/rocce- tempo ore 1,30.. Ponti 2585 m.. , si va per ganda a scavalcare la grossa morena laterale destra (orografica) dal ghiacciaio di Preda Rossa; si attraversa quest'ultimo in lenta salita, quasi senza crepacci, verso il piede di un canale di rocce franose che solca la parete fino alla cresta in direzione dei Corni Bruciati.. Il canale ripido con tracce di sentiero richiede prudenza specialmente per comitive numerose, causa l'instabilità del pietrame.. Si sbocca sullo spartiacque immediatamente sopra il rifugio.. Porro-Gerli al Ventina per il Passo Cassandra.. - impegnativo su sentiero/rocce - ore 2,30 - 4,15.. Traversata alpinistica che richiede molta attenzione, per i crepacci, nella discesa dal Passo Cassandra.. Si scende a valle per un breve tratto; si attraversano le chine di sfasciumi alla base della parete SSE della cima di Corna Rossa; per un canale roccioso si scende a livello del ramo occidentale del ghiacciaio Cassandra che si attraversa in piano, descrivendo un giro attorno all'isolotto centrale posto a 2938 m.. fino alla base di un lungo pendio di rocce e detriti.. Lo si risale superando a metà del suo sviluppo una bastionata di rocce rotte, verticalmente striata di nero, lungo una lingua di neve e detriti; poi ci si dirige obliquamente a  ...   Si scavalca il Passo di Corna Rossa, si discende sulla Vedretta di Preda Rossa e si attraversa in direzione NO, onde superare la morena laterale per raggiungere l'itinerario che sale dal Rif.. Questo procede parallelamente alla morena e, al suo termine, si mette sul ghiacciaio spostandosi a sinistra per evitare alcune crepe.. In seguito ci si sposta a destra verso la base di un grosso sperone di roccia.. Se ne attacca il fianco orientale e ci si porta sul dorso.. Lo si risale su rocce in alcuni punti non elementari fino a raggiungere la sella di Monte Pioda 3387 m.. ore 3,00.. Dalla sella, seguendo la cresta si raggiunge uno spuntone di serizzo.. Invece di scavalcarlo, conviene aggirarlo a destra per continuare poi sia su questo lato, sia alternativamente sulla neve e sulle rocce della cresta fino ad una pronunciata anticima.. Si percorre questo crinale nevoso, orlato di cornici, poi si supera un masso con placche artificiali detto Cavallo di bronzo e per rocce rotte si esce alla spaziosa cima.. Corni Bruciati 3114 m.. ore 0,50 - media difficoltà.. Cospicua montagna composta di tre cime che sono raramente visitate sebbene spicchino da lontano e offrano una visita notevole sul Monte Disgrazia.. Comodamente accessibili dal Rif.. Desio, offrono anche alcune divertenti arrampicate.. Punta Nord - Est 3097 m.. , per la cresta N.. Dal rifugio si percorre lo spartiacque in parte pianeggiante e largo (rocce in curioso equilibrio), fino al primo salto, da dove si piega sulla parte NO per cenge franose; indi ci si porta in cresta a poche metri dalla vetta, formata da un lungo crostone quasi orizzontalmente.. Questa è la via più breve e più facile.. Pizzo Cassandra 3226 m.. ore 0,45 - 2,30 - media difficoltà.. Dal rifugio si divalla per breve tratto attraversando poi le chine di sfasciumi alla base della parte SSE della Cima di Corna Rossa, fino ad arrivare sul ramo occidentale del ghiacciaio della Cassandra, dolcemente inclinato.. Si percorre il ghiacciaio con tutta facilità un po' in alto, descrivendo un semicerchio attorno all'isolotto roccioso centrale posto a 2938 m.. , fino alla base del lungo pendio di rocce e detriti sottostanti al passo.. Si supera, circa alla sua metà, una bastionata rocciosa, striata verticalmente di nero indi si punta certamente a destra, diagonalmente in salita per sfasciumi, sovente con placche di neve uscendo così al Passo Cassandra 3097 m.. , (ore 1,45).. Da qui si segue la facile cresta di rocce rotte e neve che presenta un solo breve passo di vera arrampicata, fino all'anticima, da dove si può giungere la vetta per la cresta di neve orizzontale un poco affilata, talvolta con cornice verso la Val Ventina.. Cima Postalesio 2995 m.. ore 0,30 - facile.. E' una modesta punta rocciosa senza grande importanza alpinistica.. Dal rifugio si scende obliquamente sotto la punta NE dei Corni Bruciati onde raggiungere, attraverso neve residua, la base della Cima Postalesio.. Si risale poi, senza difficoltà fra rocce poco sicure, l'erto sperone che delimita sulla destra un canalone scendente nei pressi della sommità all'incirca verso N; l'ultimo cornetto sommitale è di ottima roccia.. Next..

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